Archivio digitale per l'arte contemporanea

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Chi Siamo

Curatrice e ideatrice del progetto è l' Associazione culturale “Fuori Ar.Te.”
L'Associazione nasce nel 2015 per realizzare il progetto “Ars Extra moenia - Arte fuori le mura”, finanziato dalla Regione Basilicata con il Bando “Nuovi Fermenti - progetti per la realizzazione di nuove idee creative”. Vede come socie fondatrici e ideatrici del progetto Anna Paterino, laureata in Operatore dei beni Culturali, guida turistica e operatrice didattica e Rossella Loperfido, laureata in Filologia Moderna e operatrice culturale.
Attraverso la sua azione sul territorio, l’associazione intende contribuire allo sviluppo culturale e delle arti. In particolare, intende perseguire obiettivi innovativi attraverso la sperimentazione di nuove metodologie, come la creazione di network, favorendo un processo di sistemi integrati della cultura nella sua più ampia accezione.

 

Il Progetto

Il Progetto Open-art deriva dal più ampio progetto denominato “Ars Extra Moenia - Arte fuori le mura” che consiste nella realizzazione di un archivio digitale per l’arte contemporanea, uno spazio virtuale, “fuori le mura” fisiche, in grado di conservare quante più informazioni possibili sulle opere d’arte contemporanea (materiali, tecniche, localizzazioni, indicazioni per le installazioni, dimensioni, interviste, ecc), che sia nel contempo una vetrina sempre aggiornata in grado di valorizzare ogni artista e creare relazioni con galleristi, musei, curatori.

L’arte contemporanea, infatti, è in continua trasformazione. A partire dalla fine del XIX sec. con l’Impressionismo e, a seguire, con il Futurismo, i “combines”, la eat-art e le performances, l’espressione artistica ha visto l’uso di materiali non convenzionali per l’arte, che, per una mancanza di tecnica specifica e unitaria, hanno portato a degradi molto più velocemente che le opere antiche. Gli studiosi del settore si sono trovati ad affrontare problemi prima sconosciuti. Fin dagli anni ‘60 gli esperti, come Heinz Althöfer (n.1925), restauratore, storico dell'arte e direttore del Restaurierungzentrum di Düsseldorf, affrontano il problema e danno avvio ad un dibattito internazionale, ormai consapevoli che le tradizionale tecniche di restauro potevano non essere sempre applicabili. Si sono susseguiti, così, diversi convegni: nel ’71 a Dusseldorf, nel ’72 a Madrid, nell’’87 in Italia al Castello di Rivoli, nel ’91 a Ferrara, nel ’94 a Prato, nel ’95 a Venezia e Roma.
Gli studiosi sono arrivati alla conclusione che non esiste un’unica soluzione di intervento sulle opere d’arte contemporanee e concordano sul considerare ogni artista in sè, con i suoi materiali e le sue tecniche. L’arte contemporanea, inoltre, ha un vantaggio in più: le interviste agli artisti. Infatti, intervistando gli artisti è possibile reperire informazioni tecniche sulle opere e conoscere il loro punto di vista circa la conservazione e il restauro delle loro stesse opere.
Tali opere, come quelle tradizionali, dopo il riconoscimento della loro matericità, come teorizzato da Cesare Brandi, grande teorico del restauro, diventano oggetti da conservare per essere tramandati ai posteri, carichi di un messaggio che l’artista, nella scelta dei materiali e della tecnica utilizzata, ha voluto manifestare.



Contatti

 

 

 

 

 


     
 
 
       
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